CANE - Diabetes Management DM

Diabetes Management™ DM
Diabetes Management DM

Diabete

Un alimento dietetico completo per cani adulti per il controllo dell’apporto di glucosio (Diabete mellito) con una bassa concentrazione di carboidrati che liberano glucosio rapidamente.

Secco (3 kg)

VANTAGGI NUTRIZIONALI

Controllo del glucosio 

Bassi livelli di carboidrati

COMPOSIZIONE E VALORI NUTRIZIONALI

COMPOSIZIONE

Proteina di pollame disidratata, orzo*, farina di glutine di mais*, mais*, farina di soia*, fibra di pisello*, Farina di glutine di mais*, concentrato di proteine di piselli, grasso animale, interiora aromatizzanti, polpa di barbabietola disidratata*, cellulosa, olio di pesce, minerali, estratto di fagiolo bianco (0,1%).

*Fonte di carboidrati

 

Diabetes Management DM
Componenti analitici e additivi Secco
Proteina 37,0%
Oli e grassi e grezzi 12,0%
Ceneri grezze 7,0%
Fibra grezza 7,0%
Carboidrati 29,5%
Amido 18,5%
Zucchero totale 1,5%
Vitamina A 30600 UI/kg
Vitamina D3 1000 UI/kg
Vitamina E 560 UI/kg
Vitamina C 140 mg/kg
Solfato ferroso monoidrato 180 mg/kg
Iodato di calcio anidro  2,4 mg/kg
Solfato rameico pentaidrato 37 mg/kg
Solfato manganoso monoidrato 89 mg/kg
Solfato di zinco monoidrato  310 mg/kg
Selenito di sodio 0,22 mg/kg
Con antiossidanti

RAZIONE GIORNALIERA RACCOMANDATA E MODALITÀ D'USO

Si raccomanda acqua a volontà.
 
Mantenimento Adulto
Peso corporeo (Kg) Razione giornaliera (g)
2.5 75
5 120
10 195
15 255
25 360
35 450
45 530
70 715
 

INFORMAZIONI VETERINARI

IL DIABETE MELLITO NEI CANI (H2)

Il diabete mellito (DM) è un'endocrinopatia di comune riscontro nella popolazione canina e con una prevalenza ritenuta crescente: uno studio ha evidenziato un aumento pari al triplo, con un numero di casi diagnosticati negli ambulatori veterinari che è passato da 19 su 10.000 a 64 su 10.000 tra il 1970 e il 20031, 2.  In compenso, il tasso di sopravvivenza dei cani diabetici tende a migliorare, con un quoziente di letalità che è sceso dal 37% al 5% tra il 1970 e il 19991.
La stragrande maggioranza dei cani diabetici è affetta dal DM di tipo 1, che insorge quando le cellule pancreatiche β vengono distrutte con conseguente azzeramento della produzione di insulina. In genere è causato dalla distruzione immuno-mediata e idiopatica delle isole pancreatiche. Esistono inoltre fattori genetici noti, con predisposizione familiare rilevata in esemplari di razza samoieda e di barboncino nano.
I cani con un solo aplotipo DLA (Dog Leukocyte Antigen, o antigeni leucocitari canini) presentano un rischio di insorgenza del DM tre volte superiore rispetto ai cani con altri aplotipi3. Anche la pancreatite ha la sua importanza nella patogenesi del DM canino, forse responsabile di circa 1/3 dei casi4. Molteplici sono pure i fattori ambientali potenzialmente coinvolti nei meccanismi patogenetici del DM canino, diagnosticato più di frequente durante l'inverno, così come è ipotizzabile una risposta immunitaria aberrante a livello intestinale. Le femmine non sterilizzate e i cani anziani sono più rischio di DM, diagnosticato nell'80% dei casi in soggetti di età compresa tra 5 e i 12 anni.
 
IL RUOLO DELLA DIETA NELLA GESTIONE DEL DIABETE MELLITO CANINO
La gestione ottimale del diabete mellito canino combina sempre la terapia insulinica giornaliera con un programma che definisce gli orari delle iniezioni di insulina, dei pasti e delle sessioni di esercizio fisico.
L'obiettivo terapeutico principale è mantenere la glicemia quanto più possibile vicina ai valori normali.
Altri obiettivi comprendono il raggiungimento e il mantenimento di un peso corporeo nella norma (poiché l'obesità contribuisce alla resistenza insulinica) e il trattamento delle complicanze indotte dal diabete, come l'ipercolesterolemia, altre dislipidemie e lo stresso ossidativo. I seguenti consigli dietetici sono riportati per facilitare la gestione della malattia5-7:
Una dieta formulata per ridurre al minimo gli incrementi postprandiali della glicemia
  • L'aggiunta di inibitori dell'alfa-amilasi consente una riduzione clinicamente dimostrata dell'innalzamento glicemico postprandiale8
  • I carboidrati complessi a basso indice glicemico (IG), come l'orzo e la soia, determinano una curva glicemica postprandiale più piatta, migliore quindi di quella indotta dai carboidrati ad alto IG come il riso
  • Le fibre, sia solubili che insolubili, contribuiscono a ridurre l'iperglicemia postprandiale
  • Una miscela di fibre (mais, orzo, soia, pisello) esercita nei cani un controllo più efficace sull'iperglicemia
  • postprandiale rispetto alla sola fibra insolubile (cellulosa)9.
  • La dieta dovrebbe essere inoltre povera di zuccheri e carboidrati semplici



Una dieta formulata per normalizzare e mantenere nel tempo un peso corporeo ottimale – il controllo dell'obesità aiuta a ridurre la resistenza insulinica e può portare a un minore fabbisogno di insulina esogena
  • Un apporto controllato di grassi facilita il mantenimento del peso ideale, previene la resistenza insulinica associata all'obesità e può contribuire a ridurre i rischi di iperlipidemia correlati al diabete
Una dieta formulata per contrastare meglio lo stress ossidativo, frequente nei pazienti diabetici
  • Dieta ricca di antiossidanti
Regolarità dei pasti, in termini di orari e di contenuto calorico e nutritivo
L'inibitore delle amilasi (faseolamina) ricavato dall'estratto di fagiolo bianco consente, come provato da test clinici, di ridurre l'innalzamento glicemico postprandiale nei cani
Uno studio controllato con placebo condotto sui cani ha rivelato che i soggetti alimentati con una dieta arricchita di faseolamina (inibitore dell'alfa-amilasi) presentavano una glicemia postprandiale notevolmente ridotta rispetto ai soggetti alimentati con la dieta di controllo (senza riduzione dell'apporto in carboidrati).10
 
Vantaggi clinici derivanti dall'uso di Canine DM Diabetes Management
PURINA® PRO PLAN® VETERINARY DIETS DM Diabetes Management™ è una dieta espressamente formulata per soddisfare gli specifici fabbisogni dei cani affetti da diabete mellito:
  • Basso contenuto di carboidrati – tenore particolarmente ridotto di amido
  • Carboidrati complessi (a basso indice glicemico) come orzo, mais e soia. Senza riso o zuccheri semplici, che notoriamente causano picchi della curva glicemica
  • Fonti selezionate di fibre alimentari per agevolare il controllo glicemico
  • Con estratto di fagiolo bianco, fonte di faseolamina, l'inibitore dell'alfa-amilasi dalla capacità clinicamente comprovata di limitare l'assorbimento dei carboidrati nei cani riducendone la digestione, con conseguente calo della glicemia postprandiale
  • Con vitamine antiossidanti aggiunte per contribuire all'attenuazione dello stress ossidativo, riscontrato di frequente nei pazienti diabetici
  • Condroitina e glucosammina per aiutare a mantenere la mobilità articolare
  • Elevata appetibilità per garantire l'accettazione duratura del cibo e quindi la massima compliance del paziente
  • Ad alto tenore proteico per indurre un maggior senso di sazietà e facilitare il mantenimento del peso ideale dopo il dimagrimento
 
  1. G uptill L. Glickman L and Glickman N. Time Trends and Risk Factors for Diabetes Mellitus in Dogs: Analysis of Veterinary Medical Data Base Records (1970–1999). The Veterinary Journal 2003: 165 (3): 240-247 et al 2003
  2. Marmor M, Willeberg P, Glickman LT et al. Epizootiologic patterns of diabetes mellitus in dogs. Am J Vet Res 1982; 43: 46
  3. Cathpole B, Kennedy LJ, Davison LJ and Ollier WER. Canine diabetes mellitus: from phenotype to genotype. Journal of Small Animal Practice 2008: 49: 4-10
  4. Alejandro R, Feldman E, Shienvold FL et al. Advances in canine diabetes mellitus research: Etiopathology and results of islet transplantation. J Am Vet Med Assoc 1988; 193: 1050-1055
  5. Rand JS et al Canine and feline diabetes mellitus: Nature or nurture. J. Nutr. 2004: 134; 2072S-2080S
  6. Jackson, JR, Laflamme DP (1996) Effects of diets on post-prandial blood glucose in dogs. Purina Nutrition Forum proceedings.
  7. Nelson RW, et al. (1991) Effects of dietary fiber supplementations on glycaemic control in dogs with alloxan induced diabetes mellitus. Am J Vet Res; 52:2060-2066.
  8. Layer P, Zinsmeister AR, DiMagno EP: Effects of decreasing intraluminal amylase activity on starch digestion and postprandial gastrointestinal function in humans. Gastroenterology 1986, 91:41-48
  9. G raham PA, et al. (1994) Canned high fiber diet and postprandial glycemia in dogs with naturally-occurring diabetes mellitus.J Nutr; 124: 2712S-2715S
  10. Studio Purina: dati in archivio.